Parlo d’amore, di gioia, di dolore
Parlo della mia vita, di mia madre e di mio padre.
Parlo col cuore,
come il pittore fa col quadro
come il contadino quando spinge l’aratro
come il poeta quando è ispirato;
ma non parlo mai a caso.
Parlo a briglie sciolte.
Parlo di vita e di morte, cosi sfido la sorte.
Vado in cerca di gloria e di una meta,
come un poeta,
sono in sincronia con la mia fantasia,
e mi ci gioco la vita.
Vado rincorrendo la mia fede,
ma la domenica non vado in chiesa
Perché ho dentro un vuoto
grande quanto una casa
E cerco nel silenzio rifugio per paura
di non essere capito o dal caos rapito.
E non riesco a colmare il vuoto manco se grido,
tanto il mio grido di dolore non l’ode
e non lo raccoglie nessuno,
come è successo tempo addietro.
Mi calmerei solo davanti a San Pietro.
Per ora più mi guardo indietro
e più mi vedo sgomento e divento irrequieto.
Faccio di tutto per non pensarci,
la storia è questa e non è piaciuta,
ma non posso cambiarla, è storia antica
e riapre una vecchia ferita!
Mi hanno ucciso fuori e dentro
senza lasciare una traccia, un elemento.
Si son presi questo e quello,
han fatto fuochi d’artificio alle mie spalle
e tutto col botto: tutto era un complotto;
non mi hanno sceso dalla croce per paura
che pan per focaccia gli avrei reso;
e dopo tanti anni faccio ancora l’offeso
e ho dentro un peso;
ma per la mia strada vado avanti
e faccio finta di essere rimasto illeso.
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